
"FUORI E
DENTRO IL BORGO"
Luciano Ligabue
Tascabili Baldini &
Castoldi
"Fuori e dentro il borgo" è
il primo e per ora unico libro scritto da Luciano Ligabue, uscito nelle
librerie italiane a ridosso del successo ottenuto con "Buon compleanno
Elvis", ma soprattutto con il doppio cd live "Su e giù da un
palco".
Si tratta di una raccolta di 43 racconti scritti dal cantante romagnolo in
momenti e circostanze diverse, tanto da poterne trovare alcuni che narrano
storie bizzarre, legati in qualche modo al buonumore, altri più riflessivi,
maggiormente meditativi su problemi e momenti particolari deI Liga ma non
solo.
Il filo conduttore di tutte le storie raccontate da Ligabue è il borgo, il
luogo dove il cantante ha coltivato le prime aspirazioni, dove è cresciuto e
al quale è rimasto inevitabilmente legato.
La scrittura è quella del racconto popolare, della "storia orale",
mentre i protagonisti sono personaggi che riescono in un modo o nell'altro a
costruirsi da se il proprio mito, indipendentemente dal fatto che siano
compagni di bevute, ragazzi del borgo oppure grandi registi o cantanti.
Emerge la consapevolezza di Luciano che forse senza tutti i personaggi
apparentemente "privi di significato", bizzarri ma non
necessariamente importanti, probabilmente anche lui stesso ora sarebbe
diverso; ed è per questo che il racconto sfuma nel diario e il diario, quando
il cantante è lontano dal borgo, ritorna facilmente nel racconto, in un
alternarsi di storie "minime" ed altre "tragiche".
Alcuni di questi episodi vengono poi inseriti in "Radiofreccia", il
film che vede, per la prima volta, Ligabue nelle vesti di regista dopo essersi
spogliato di quelle di scrittore.
Ligabue sul perché di questo libro dice:"Mi avrete sentito
dire:"Ognuno deve fare al meglio quello che sa. E' raro ad esempio, se
sei un bravo attore che tu sappia anche cantare, scrivere, fare il regista,
ballare e fare tutto bene. E in tanti lo fanno. Diventando attori un po' meno
bravi". E allora perché ho deciso di scrivere un libro? Ho ceduto alla
tentazione.
Semplicemente.
Ci sono tante storie del mio paese che stanno per morire.
Nei bar non c'è quasi più il gusto a raccontarle, riportarle, esagerarle.
Ci sono leggende che hanno "deciso" di essere tali con comportamenti
eccessivi ed anche faticosi.
Meritano di essere ricordate.
Ci sono delle cose mie che, nelle poche parole di una canzone, a volte non ci
stanno.
C'è il gusto di usare un gergo a volte di quartiere perché la storia non
perda il sapore che il dialetto gli sa dare sempre.
C'è un po' della vita che vivo.
C'è un po' della vita che ho visto vivere.
C'è qualche risata.
C'è qualche tragedia.
Tutto questo c'è in questa raccolta di racconti le cui prime bozze mi stanno
emozionando.
Mi sento meglio ora che l'ho scritto.
A quel paese le contraddizioni."